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Gay & Bisex

L'ORGIA DI FERRAGOSTO


di RedTales
24.08.2025    |    5.927    |    16 9.1
"Pompo anche lui al massimo delle mie capacità ottenendo il risultato sperato: mi fa alzare e sistemare piegato sulla spalliera della poltrona e mi viene riempie il lato b..."
Un altro “diario” fresco fresco. Lo sto scrivendo oggi, lunedì 18 agosto perché il “capo” mi ha regalato mezza giornata e così spero di avere il tempo per buttare giù questi ricordi ancora caldi di una bella giornata passata in compagnia di tre bei “cazzoni”, anche se non sono proprio stati tutti per me, anzi… È proprio vero che d’estate tanti hanno il “pisello” voglioso.

Il 13 agosto, mercoledì sera, mi chiama Stefano (ho raccontato di lui nel recente racconto: UN’INCULATA SELVAGGIA ED INASPETTATA) e mi propone subito un incontro divertente: “se vieni con me siamo tre coppie. Che dici? Un ferragosto a base di sesso.”
Mi stupisco! Mi sorprende ogni volta. Chiedo chiarimenti e mi descrive la situazione: “Ci troviamo prima di pranzo a casa di un amico e tra un boccone e l’altro ci divertiamo.”
Ovviamente chiedo i particolari e mi dice che io farei coppia con lui. Poi c’è Luca con il suo amico e Bruno con Claudio. Loro stanno insieme da tanto.”
Mi informo su cosa pensavano di fare e la scontata risposta è: “ci mettiamo tutti nudi, mangiamo e facciamo tanto sesso.”
Insisto sui “gusti” e mi informa che il suo amico è attivo come Bruno mentre per i loro compagni sento che quello di Luca è versatile mentre l’altro è solo passivo.
“Anni?”
“Io, Luca, Bruno e Claudio sui cinquanta mentre Jonathan ventuno.”
“Chi è Jonathan?”
“L’amico di Luca.”
“Ah! Gli piacciono giovani. Quindi io sono il più vecchio!”
“Sì, ma te li porti così bene che potremmo essere coetanei” sviolina.
Non accetto subito, non per altri impegni ma perché credevo di poter dedicare la giornata a sbrigare un po’ di lavoro arretrato. Non scherzo dicendo che ho passato l’intera notte a pensare alla situazione e poi mi sono detto: “alla mia età, quando ti capita un’altra occasione così”. Giovedì mattina gli ho mandato un messaggio: “vengo. Mi passi a prendere? A che ora?”
Mi ha risposto e abbiamo concordato.

Arriviamo puntuali e troviamo il padrone di casa e Jonathan che ci aspettano nudi. È una doppia sorpresa: Luca lo ho già visto (lo ho descritto in: “CIAO. SONO STEFANO, TI RICORDI DI ME?”) e Jonathan è davvero splendido.
Saluto Luca che in un primo momento non si ricorda di me ma poi, quando gli dico come ci siamo conosciuti riesce a mettere a fuoco che “mi aveva già fatto la festa”.
Jonathan è incredibile: giovanissimo, magrissimo, completamente depilato, capelli favolosi, gambe lunghissime, dita affusolate. Insomma, bellissimo! Uno spettacolo. Un metro e settanta di meraviglia. Mi accoglie con un abbraccio.
Ci spogliamo subito mentre Luca dice che Bruno e Claudio dovrebbero arrivare a momenti.
Di fronte allo splendore del ragazzo mi sembra di essere il classico “cesso”, ma lo potevo immaginare quando mi aveva detto la sua età.
Il programma per la giornata è molto semplice: “sesso fino all’ora di pranzo. Si mangia e poi ancora sesso” ci informa allegro Luca.
Inutile dire che guardo con ammirazione il suo pene che mi sembra ancora più imponente di quanto ricordavo.
Stiamo bevendo qualcosa quando arriva Bruno. È solo e, quasi seccato, dice che Claudio, il suo compagno, non è venuto: “si è incazzato per qualcosa e se ne è andato.”
Per un attimo cala il silenzio, quindi il padrone di casa sdrammatizza: “vuol dire che ci divertiremo anche per lui.”
Ridiamo e Jonathan prende l’iniziativa abbassandosi davanti a Bruno per iniziare a giocare con il suo cazzo. Lo imito mentre Luca e Stefano mi vengono davanti. Il pene di Luca è favoloso e cresce in pochi istanti. Me lo sto gustando mentre con la mano mi dedico a Stefano ma, improvvisamente, si sottrae alle mie labbra e si sposta dietro a Jonathan. Gli solleva il culo e senza tanti complimenti lo penetra. Lo guardo come un bambino fissa il gelato che gli è caduto per terra e devio la mia attenzione a Stefano. Ma anche lui mi abbandona dopo poco per andare a farsi succhiare dal giovane. Guardo verso di loro invidiando Jonathan mentre quel grosso cazzo lo sta pompando e può scegliere se sparasi in gola Luca o Bruno. Gioca con tutti e due mentre penso: “chissà se si ricordano che ci sono pure io.” Fortunatamente Bruno si gira verso di me e con mia gioia, mi offre il sesso. Mi metto a lavorarlo come meglio so, come se dovessi attirare la sua attenzione per cercare di vendergli qualcosa. Credo di riuscirci perché mi dice che sono bravo. Mi stacco per un attimo e sollevo lo sguardo oltre la grossa pancia per incontrare i suoi occhi ma sta guardando gli altri. Lo riprendo in bocca e con le mani accarezzo le grosse cosce risalendo lungo le natiche. Infine “coccolo” le palle pelosissime. Fortunatamente mi lascia fare fin quando, con il bastone che sembra scoppiare per quanto è grosso, decide di farmelo assaggiare dietro. Si stacca e mi dice di piegarmi a novanta sul tavolo. Eseguo con gioia e un attimo dopo è dentro. Se in bocca mi sembrava assai ben messo, dietro lo sento riempirmi tutto. Sa muoversi assai bene e mi piace quasi subito quello che fa. Mi metto a gemere, anche per “far concorrenza” al ragazzo che, quando ha la bocca libera sembra guaire e miagolare con delle piccola urla acute.
Purtroppo dopo una manciata di minuti, nei quali mi sta dando grande soddisfazione, mi lascia per andare a ficcarsi nel culo di Jonathan che si è liberato. Ho solo il tempo di vederlo entrare che Stefano mi fa spostare. Mi abbasso e mi spinge in gola quel favoloso pezzo di carne ancora umidiccio per quanto ha appena fatto nel lato b del ragazzo. Sono avido. Mi piace il sapore e la consistenza e ci do dentro sperando che presto si sposti sul retro. Ma non succede. Si accontenta della bocca almeno fin quando non fa a cambio con Luca.
Esce uno ed entra l’altro che mi ritrovo subito ben piantato fino in gola. Pompo anche lui al massimo delle mie capacità ottenendo il risultato sperato: mi fa alzare e sistemare piegato sulla spalliera della poltrona e mi viene riempie il lato b.
“Dio che affare!” mi dico quando comincia a sbattermi. Mi godo il suo cazzo mentre guardo come gli altri si scopano davanti e dietro il ragazzo che sembra in estasi.
Però piace molto anche a me. Intanto Luca, con le grandi mani che ha mi stringe i fianchi, ci da dentro alla grande. “Sì” mi dico: “questa è proprio una gran scopata.”
Il gioco a cinque, con continui cambi, dura parecchio e, quando ci fermiamo, scopro che siamo andati avanti per circa due ore. Ad essere sincero sono un po’ insoddisfatto. Nessuno dei tre mi ha regalato la sua crema. La hanno donata tutta a Jonathan che, adesso che lo guardo bene, è davvero sconvolto. E ci credo! Non gli hanno lasciato nemmeno un minuto di tregua. Si sono alternati dentro di lui con un’insistenza davvero decisa. Io, invece, ho avuto perlopiù del piacere orale e qualche breve assaggio anale. Sembrava quasi che fossi “la ruota di scorta” da usare solo se una delle altre fosse bucata. Infatti tutti e tre hanno dedicato la quasi totalità della loro attenzione a Jonathan, relegandomi al ruolo di “mantenitore del cazzo duro” o di “pulitore”. Infatti quello che era in attesa di riaffacciarsi nelle aperture del ragazzo mi “concedeva” la sua virilità, ma solo finché il lato a o quello b si liberavano. Inoltre, una volta sborrato, ritornavano da me per farsi leccare via quanto rimaneva della crema versata.
Che dire, soprattutto adesso, a palle ferme e qui a casa mia, capisco benissimo la situazione. Se devi scegliere tra una bellissima mela e una datata e magari anche un po’ raggrinzita, quali sceglieresti? Direi che il confronto è stato impari perché con tre cinquantenni ancora nel pieno delle loro voglie e con delle dotazioni davvero interessanti non potevo proprio competere con quel ventenne assatanato.
E devono averlo pompato assai alla grande visto che nella “pausa pranzo” non ha fatto altro che andare in bagno: “a rinfrescarmi il culo” ha detto, aggiungendo: “ce l’ho in fiamme. Mi brucia davvero. Ma cosa mi avete fatto con quei piselloni!”
La giornata è proseguita con un buffet freddo che Luca aveva preparato e che è servito più per far riprendere fiato ai partecipanti a quella simpatica piccola orgia che per mangiare o bere qualcosa.
Dopo due ore di pausa, proprio Bruno ha dato il via al secondo round che si è svolto più o meno come il primo anche se nel pomeriggio il mio culetto è stato per gran parte del tempo vuoto. Mi sono rifatto con la bocca, assaporando tre varietà di crema.
Jonathan invece è stato al centro delle loro voglie e lo ho visto prenderli a turno in tantissime posizioni. Lo hanno sbattuto in piedi, seduto, di fianco, piegato sul tavolo, sdraiato di pancia, appoggiato sulla schiena, contro il muro, sul divano. Perfino appoggiato sul piano di lavoro in cucina. Dio come ho invidiato la sua giovane età.
Alla fine eravamo tutti stanchi, anche se io molto meno e, dopo un’ultima bevuta, ci siamo salutati. Jonathan era sfatto e, una volta finito, lo ho visto andare nuovamente e ripetute volte in bagno. Con lui ho parlato poco ma mi è sembrato un po’ “stronzetto”, di quelli che se la tirano come se ce l’avesse solo lui il culo. Ma è un’impressione superficiale che sicuramente potrebbe sparire se lo conoscessi un po’ di più.
Quando siamo ritornati sotto casa mia, accarezzandogli il pacco, ho invitato Luca a salire ma ha detto di no.
“Sono più sgonfio di una ruota bucata. Adesso non mi tirerebbe neanche se me lo succhiassi per un’ora. Facciamo un’altra volta.”
Salito mi sono fatto una bella doccia e, visto che era quasi l’ora di cena ma non avevo fame e non ero per nulla stanco, ho cominciato a sbrigare un po’ del lavoro che mi ero portato a casa. Ho lavorato fino a mezzanotte anche se, di tanto in tanto, il pensiero spaziava a quei tre maturi “torelli” e a quel giovane porcellino che si è trovato nella posizione che avrei voluto fosse la mia. Sicuramente quarant’anni fa le cose sarebbero andate diversamente. Ma, alla mia età, non posso che accontentarmi e qualche bel cazzo lo trovo ancora. In conclusione non è stato un brutto ferragosto anche se poteva sicuramente andare meglio. Però quei tre cazzi che ho incontrato oggi non erano proprio niente male, anzi, erano super!
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